La notizia ha sorpreso tutti, anche chi lavora nel settore da anni. OpenAI, la società madre di ChatGPT, ha annunciato la chiusura di Sora, la sua applicazione per la generazione di video tramite intelligenza artificiale. Un addio inaspettato, arrivato con un semplice messaggio su X: «A tutti coloro che hanno creato con Sora, grazie. Quello che avete realizzato è stato importante e sappiamo che questa notizia può essere deludente».
Sora era stata lanciata nel settembre 2025 con grandissimo clamore. Al debutto aveva superato le 100.000 installazioni in un solo giorno, si era posizionata in cima alla classifica dell'App Store di Apple e aveva dimostrato al mondo che i video generati dall'AI potevano raggiungere una qualità quasi fotorealistica. La tecnologia era impressionante: bastava descrivere una scena a parole per ottenere un video convincente nel giro di pochi secondi.
Eppure, dietro al successo iniziale, si nascondevano problemi strutturali molto seri. Secondo analisi di Forbes, OpenAI spendeva fino a 15 milioni di dollari al giorno per sostenere i costi computazionali di Sora, pari a oltre 5 miliardi di dollari all'anno. La maggior parte dei video generati erano clip brevi e di scarso valore pratico, che consumavano enormi risorse senza generare un ritorno economico proporzionato. Lo stesso responsabile del progetto aveva definito l'economia di Sora «completamente insostenibile».
A peggiorare la situazione, le installazioni avevano registrato un calo netto: -32% a dicembre e -45% a gennaio 2026, segnali evidenti che l'entusiasmo iniziale si stava esaurendo rapidamente. L'app aveva anche generato controversie etiche significative, con utenti che la utilizzavano per creare deepfake e contenuti inappropriati, spingendo OpenAI a introdurre limitazioni d'emergenza più volte nel corso dei mesi.
La chiusura ha avuto conseguenze immediate anche sul piano degli accordi commerciali: è saltato il contratto da un miliardo di dollari siglato a dicembre 2025 con Disney, che avrebbe permesso agli utenti di creare video con i personaggi Marvel, Pixar e Star Wars. Disney ha commentato con diplomazia: «Rispettiamo la decisione di OpenAI di uscire dal settore della generazione video».
Ma la storia non finisce qui. OpenAI non sta abbandonando i video: sta semplicemente integrando le funzionalità video direttamente dentro ChatGPT, eliminando l'app standalone. La mossa rientra in una strategia più ampia di semplificazione del portafoglio prodotti, probabilmente in vista della quotazione in Borsa prevista per la fine del 2026. Meno prodotti dispersivi, più focus sulle aree ad alto ritorno: enterprise, agenti AI e strumenti per sviluppatori.
La vicenda di Sora è un caso di scuola sul divario tra hype e sostenibilità nel mondo dell'intelligenza artificiale. Tecnologia straordinaria, costi proibitivi, modello di business non trovato in tempo. Una lezione che tutto il settore dovrebbe tenere a mente mentre insegue la prossima novità da palcoscenico.