27 Lug, 2020

Il giusto Power Bank

Ad ogni nuovo modello, gli smartphone aumentano la loro efficienza energetica ma anche le prestazioni con il risultato che l’autonomia resta praticamente invariata, se non addirittura,in alcuni casi, peggiora. Anche i telefoni con batterie particolarmente capienti, se utilizzati intensamente per una intera giornata possono mostrare segni di cedimento ed abbandonarci prima del previsto.

La soluzione a questo problema si chiama power bank, in pratica una batteria portatile da collegare al nostro cellulare nel momento del bisogno. Ne esistono di varie dimensioni e capacità ed è importante trovare il giusto compromesso tra portabilità ed efficienza.

power bank in ricarica.

Dopo aver provato diversi dispositivi, vi raccomando questo power bank della Aukey dal perfetto rapporto capacità/dimensione. Ha una batteria da ben 10000 mAh (oltre il doppio di quella dei più comuni smartphone) ma con dimensioni non ingombranti ed un peso non eccessivo:

  • Capacità : 10000 mAh
  • Dimensioni : 142 x 68 x 16 mm
  • peso : 213 gr
  • Porte di ingresso : 1 micro usb
  • Porte di uscita : 2 usb A – 1 usb tipo C
  • Display lcd per la visualizzazione della carica residua ed indicazioni delle uscite o ingressi attivi.
  • Ricarica ad alta velocità con uscite da 18 W e supporto Quick Charge 3.0
ricarica di un Wiko Fiver

Questo power bank è il giusto compromesso tra energia a disposizione e portabilità. Risulta infatti più piccolo della maggior parte degli smartphone in commercio e può benissimo essere tenuto in tasca garantendo una buona riserva di energia.

Porte di uscita.

Le sue tre porte di uscita supportano lo standard Quick Charge 3.0 con ricarica massima a 18 W. Per la sua ricarica, invece, è prevista una porta micro usb laterale.

porta di ingresso

Dal lato opposto è presente un piccolo pulsante circolare che permette di attivare, quando è a riposo, il display lcd che indica lo stato della batteria interna.

pulsante per la visualizzazione dello stato della carica

Il power bank si presenta bene anche esteticamente grazie alla finitura opaca che riproduce la texture del carbonio e non trattiene particolarmente le impronte.

retro del power bank

Particolare molto importante del dispositivo in questione è il fatto che mantiene molto bene la carica senza perdite di energia a causa del fenomeno chiamato “drenaggio”. L’ho caricato e tenuto fermo per 10 giorni verificando che ha perfettamente mantenuto la carica restando al 100%.

In dotazione, oltre al manuale d’istruzioni è fornito un comodo cavetto micro usb per caricare il power bank. Per quanto riguarda il prezzo, spesso in promozione, è di 19.99 euro.

In conclusione parliamo quindi di un prodotto dalla buona capacità, dalle dimensioni e peso contenuti e dal prezzo più che ragionevole. Tutte valutazioni che rendono questo power bank un ottimo investimento e garanzia di non restare mai con lo smartphone scarico.

Troverete qui sotto il link per acquistarlo su Amazon contribuendo al sostentamento del blog.

Grazie.

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21 Lug, 2020

L’acqua, se pagata in contanti costa il doppio…

Quando andiamo a fare la spesa , sia che paghiamo in contanti, con il bancomat o la carta di credito, il conto è sempre, ovviamente, il medesimo. Al distributore dell’acqua a Cepagatti (ma immagino sia lo stesso presso gli altri distributori dello stesso marchio), se utilizzi la tessera magnetica paghi 5 centesimi al litro mentre, se non hai la tessera e usi i contanti (la macchina accetta monete dai 5 centesimi fino ai 2 euro) paghi ben 10 centesimi al litro: esattamente il doppio!

Una situazione veramente assurda ed al limite del grottesco poiché il contante utilizzato presso il distributore ha esattamente lo stesso valore dei soldi caricati sulla tessera magnetica. Quindi dobbiamo supporre che questa subdola manovra ha come unico scopo quello di vendere più tessere e garantirsi, oltre al costo del supporto magnetico pari a 50 centesimi, ben 5 euro di ricarica iniziale della tessera per un totale di 5,50 euro.

Sinceramente, da utente che possiede la tessera magnetica in questione, non trovo assolutamente giusta una simile differenza di prezzo legata alla modalità di pagamento. Avrei giustificato una differenza di prezzo tra acqua naturale e frizzante, ma quanto fatto sinceramente non trova nessuna giustificazione.

E Voi, cosa ne pensate? Lasciate i vostri commenti sull’argomento.

A presto.

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16 Lug, 2020

Apple: Maxi-penale pagata a Samsung.

Secondo la società di analisi Display Supply Chain Consultants, Apple non ha rispettato gli ordini programmati di display oled per i suoi iPhone ritirandone meno di quanto concordato. In questo modo, è scattata la penale prevista dal contratto con Samsung, fornitrice dei display, pari a 950 milioni di dollari.

In realtà, potrebbe essere stata fatta una leggera confusione sulla moneta di scambio utilizzata poiché nella chiusura trimestrale di Samsung appare effettivamente un’entrata una tantum legata al settore display ma di 900 miliardi di won coreani, equivalenti a poco più di 750 milioni di dollari. Per avere conferma dell’esatto importo non resta che attendere i dati del terzo trimestre della casa di Cupertino.

Display oled iPhone

Parte della causa del mancato ritiro dei display oled è sicuramente da ricercare nell’emergenza sanitaria che continua ad imperversare in America dove Apple, proprio in queste ultime ore, ha nuovamente chiuso oltre 100 store, 92 solo negli Stati Uniti.

In realtà, Apple non è nuova al pagamento di penali per il mancato raggiungimento degli ordini programmati e già a luglio 2019, a seguito di una forte contrazione del mercato cinese, aveva pagato a Samsung 680 milioni di dollari sempre per non aver ritirato il quantitativo di display previsto da contratto.

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12 Lug, 2020

FERRARI: buio pesto

Un fine settimana senza appello per la Ferrari che è apparsa totalmente persa e senza guida. Il team manager è impalpabile, i tecnici brancolano nel buio ed i piloti fanno quello che possono con lo scarso materiale messo loro a disposizione.

Abbiamo chiuso la stagione 2019 avendo la vettura più veloce in pista, con scarso carico aerodinamico, ma con la certezza di tenere dietro le Mercedes anche con il DRS aperto. Dopo questa seconda gara, invece, abbiamo la certezza, anche se nessuno sembra volerlo ammettere, che non abbiamo ancora carico ma soprattutto che abbiamo perso la potenza del motore dello scorso anno.

Raggiungiamo alte velocità scaricando molto le ali ed andando ancora più in crisi in curva e con le gomme. Nella prima gara, a Maranello, avevano preso la scusa della lentezza dell’auto adducendo ad un elevato carico aerodinamico della vettura. Se veramente fosse stato così, nelle qualifiche di sabato, sul bagnato, saremmo andati meglio di un decimo ed undicesimo posto, con una macchina che risultava chiaramente inguidabile.

Il punto è che non può sperare di correggere un progetto totalmente errato con un nuovo fondo ed un’ala anteriore e far sembrare che per produrli hai fatto uno sforzo incredibile. Le altre squadre portano novità su novità come nulla fosse. Risulta lapalissiano che la Ferrari SF1000 è un progetto totalmente errato e le carenze di motore sono evidenziate dal fatto che tutti i motorizzati dal Cavallino fanno una fatica enorme e si trovano nelle ultime posizioni.

Sicuramente sarà vero che a Maranello, lo scorso anno, avevano trovato un modo per “pompare” il motore ed avere più cavalli bruciando olio in eccesso. Il problema è che, difronte alle accuse delle altre scuderie, Red Bull su tutte (nessuno però ha reclamato quando Verstappen in Brasile inspiegabilmente volava e nessuno gli stava dietro), la Ferrari non ha avuto la forza politica di far approvare la sua idea ed il suo progetto. Diversamente, Mercedes, con il DAS ha avuto la capacità di imporre alla FIA la sua idea, anche se per un solo anno.

Con i tanti problemi che la Rossa ha ogni anno, incapace di dare al suo pilota di punta, un quattro volte campione del mondo, una vettura vincente, è chiaro che un pilota di esperienza è fondamentale. Serve, oggi più che mai, un pilota capace di sviluppare la macchina, di dare chiare indicazioni ai tecnici, soprattutto dopo che i dati del simulatore sono stati completamente smentiti dalla pista. In questa ottica, tenere Vettel era di fondamentale importanza per la Ferrari in quanto Leclerc non ha sicuramente l’esperienza per questo tipo di lavoro e Sebastian, da svincolato, non ha sicuramente lo stimolo per portare avanti questo tipo di lavoro.

Ciò che non è chiaro è perché quando sbaglia Sebastian, tutti stanno a puntare il dito e a dargli addosso, come se il suo palmarès non contasse, mentre quando sbaglia Leclerc, tutto viene subito perdonato perché lo scorso hanno ha vinto qualche gara ed è un giovane di talento. Sembra che 2 vittorie contino più di 4 titoli mondiali, assurdo.

Insomma, in Ferrari non ne beccano una, da anni. Continuiamo a bruciare campioni uno dopo l’altro : Räikkönen, Alonzo, Vettel. Tutti piloti a cui la Rossa non è stata in grado di dare una macchina affidabile, performante e soprattutto adatta ai loro stili di guida. Oltretutto hanno chiaramente pescato in McLaren il pilota sbagliato perché se volevano puntare sui giovani dovevano prendere Norris invece di Sainz, non più di primo pelo.

Se a Maranello non hanno pronto un bel coniglio da tirare fuori dal cilindro, prepariamoci a due stagioni di agonia in quanto il margine di miglioramento implementabile grazie ai famosi gettoni è ridotto e le auto di quest’anno saranno praticamente identiche quelle del prossimo anno. Considerando che i dati del simulatore sono chiaramente cannati, visto che i tecnici pensavano di stare a 3 decimi dalle Mercedes alla prima gara, e che lo sviluppo è in mano ad un pilota inesperto, il futuro non è certamente roseo per la Ferrari. Però chi è causa del suo mal pianga se stesso e se la situazione è tanto tragica è solo colpa di una dirigenza che ha messo il team nella mani dell’uomo sbagliato. Binotto non è infatti in grado di gestire la Scuderia e la sua mancanza di esperienza si riflette su tutti i settori, sia tecnici che politici della Ferrari. Per il bene della squadra dovrebbe fare un passo indietro e tornare a fare il tecnico auspicando la presenza di una figura forte e di polso che guidi il team.

Per quanto riguarda l’auto vedremo tra 5 giorni in Ungheria, pista da alto carico, se è vero che la SF1000 ha tutto questo drag. Intanto non facciamoci troppe illusioni ma continuiamo a tenere le dita incrociate sperando che il tanto agognato coniglio bianco esca del cilindro.

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12 Lug, 2020

Wester Digital: Nuova tecnologia e record…

Tempo fa avevamo parlato della nuova tecnologia denominata HAMR che permette agli hard disk di raggiungere capacità mai immaginate. Oggi, Western Digital è riuscita a produrre due modelli, della serie Gold, con capacità di 16 e 18 Tb ottimizzando l’attuale tecnologia che ha denominato ePMR.

Si tratta di unità da 9 piatti con attuatori a tre stadi che utilizzano un nuovo tipo di registrazione magnetica assistita. Quindi, nulla a che vedere con le nuove tecnologie HAMR o MAMR che riscaldano, con diverse tecnologie, la superficie del disco per aumentarne la capacità di immagazzinamento dati.

Queste nuove unità vengono fornite, per il momento solo negli Usa, con una garanzia di 5 anni, un MTBF di ben 2,5 milioni di ore ed una resistenza di 550TB all’anno.

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2 Lug, 2020

Un mondiale tutto diverso, ma la Ferrari non cambia mai.

Se c’è una cosa che non si può mettere in discussione è l’amore che i tifosi Ferrari hanno verso la scuderia di Maranello. Anni, lustri, decenni di gare tribolate con pochissime soddisfazione dopo un’era fantastica, ma ormai lontana, dominata dal più forte di tutti i tempi: Schumacher. Ma non si può vivere di soli ricordi e la concorrenza ci sta letteralmente ridicolizzando.

Già dai test invernali la macchina aveva dimostrato di non avere il passo, creando subito allarme tra i tifosi e gli addetti ai lavori. Soprattutto, però, la concorrenza metteva in mostra la propria capacità di inventare, seppure con un regolamento stringente e limitato come quello attuale.

Sia Mercedes che Red Bull si sono dimostrate superiori in quanto a perfomance pura, seppure con alcune ombre in merito all’affidabilità. Quello che era chiaro è che a Melbourne la Ferrari si sarebbe presentata senza particolari novità che sarebbero state pronte, probabilmente, per la prima gara europea. Accadde poi quello che ormai è storia e tutto il circo della F1 sarebbe dovuto essere congelato fino alla riapertura ufficiale del mondiale.

In verità, però, mentre la Ferrari si presenta sul circuito austriaco praticamente identica a come si era presentata in Australia, molte concorrenti portano novità, alcune delle quali molto importanti. Su tutte la Red Bull porta un motore evoluto ed un nuovo fondo piatto, mentre Mercedes porta le ruote sterzanti al posteriore (che testeranno al venerdì), un nuovo pacchetto aerodinamico ed un nuovo carburante che dovrebbe risolvere i problemi di affidabilità riscontrati in Spagna.

Quindi la domanda che ci poniamo è: durante il lockdown si poteva o non si poteva lavorare? Ovviamente in Ferrari nessuno ha lavorato e tutto è restato congelato con il chiaro risultato che abbiamo sotto gli occhi oggi.

È imbarazzante presentarsi alla prima gara del mondiale, dopo oltre 3 mesi di stop, ed esordire chiedendo tempo e pazienza ai tifosi perché il sedicente pacchetto correttivo della macchina arriverà solamente alla terza gara, tra due settimane.

In tutto questo si denota la totale inadeguatezza di Mattia Binotto, che come tecnico non si discute, ma come manager mostra tutti i limiti di un carattere debole e di una completa mancanza di esperienza.

Già la scelta di non rinnovare il contratto a Vettel è un errore imperdonabile. Sul mercato non ci sono piloti di esperienza liberi e togliere il sedile ad un 4 volte campione del mondo, al quale la scuderia non è mai stata in grado di dare, dall’inizio dell’anno, una vettura competitiva è vergognoso. Presa l’amara decisione i tifosi si aspettavano un nome che fosse una garanzia, come per esempio Ricciardo (richiamare per l’ennesima volta Räikkönen sarebbe stato grottesco), oppure un nome di prospettiva come Norris. Invece, in Ferrari, tirano fuori dal cilindro un pilota mediocre, non più giovanissimo ma comunque senza esperienza in top team: Sainz. Inoltre, la passata stagione, è stato più volte battuto dal suo compagno di squadra Norris, un pilota alla sua seconda stagione in F1.

La verità è che a Maranello manca una guida dal polso ferreo come lo era Montezemolo, uno che sa fare il dirigente e che ha lo stile Ferrari nel sangue, nel proprio dna. Manca, però, anche una buona dose di autocritica nel riconoscere che né Alonso né Vettel hanno vinto a causa dell’incapacità del Cavallino di dar loro vetture vincenti e adatte al loro stile di guida.

Vedremo da domani quali sono realmente i valori in campo e se per una volta la Ferrari ha giocato di strategia, ma la sensazione è che ci aspetta un campionato strano, diverso, nel quale l’unica costante sarà l’incapacità della Rossa di realizzare una macchina vincente.

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