18 Giu, 2022

IL PI-GRECO NON SI FERMA PIÙ

Ancora un record per il calcolo del Pi Greco che anno dopo anno, aumenta la propria precisione. Nel 2019 Google, grazie ai suoi computer, calcolò 31.400 trilioni di cifre dopo la virgola, il giorno del Pi Day che ricordiamo essere il 14 marzo. Nel 2020, invece, il record fu ottenuto da Timithy Mullican che portò il numero di decimali a 50.000 trilioni mentre nell’articolo del 18 agosto 2021 vi raccontavo del nuovo record ottenuto in Svizzera con ben 61.800 trilioni di cifre.

A riprendersi lo scettro è Emma Haruka Iwao che, grazie alla piattaforma Cloud di Google, di cui è sostenitrice, realizza così quello che ha definito “il sogno che aveva da bambina”. Il nuovo record della scienziata informatica giapponese è di ben 100 trilioni di cifre calcolati in 157 giorni processando 82.000 TB di dati mentre il suo precedente di 31.400 trilioni di cifre era stato ottenuto in 121 giorni. A distanza di circa 3 anni, quindi, la potenza elaborativa è quindi quasi triplicata.

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25 Set, 2021

Smartphone android che smetteranno di funzionare

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5 Giu, 2021

Privacy su maps

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23 Mar, 2021

Android: Problema con Google e Gmail

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8 Feb, 2021

GOOGLE: super fibra tra Usa e Europa

Sono terminati i lavori di posa del cavo sottomarino che collega Stati Uniti e Europa e più precisamente Virginia Beach con Saint Hilaire de Riez. Quasi 6500 di cavo la cui posa è iniziata nel 2018 ed ha ovviamente subito qualche rallentamento a causa della pandemia. Nome del cavo Dunant, in onore di Henry Dunant, uomo d’affari e attivista sociale svizzero che fondò la Croce Rossa e vincitore del premio Nobel per la Pace.

La velocità a cui viaggiano i dati è di 250 terabit a secondo, e può trasferire l’intera biblioteca del Congresso americano che conta oltre 28 milioni di libri per tre volte in un secondo. Questo è possibile grazie alla nuova struttura del cavo che adotta il design Space-division multiplexing (Sdm) a 12 coppie di fibre. Dunant non è però l’unico cavo sottomarino che Google possiede ma va ad unirsi a:

  • Curie, che collega Stati Uniti, Panama e Cile.
  • Equiano che collega il Sud America con il Portogallo.

Inoltre a brave sarà completato anche Grace Hopper che collegherà, grazie ad uno sdoppiamento, Stati uniti con Regno unito e Spagna.

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28 Ott, 2020

ANTITRUST U.S.A. indaga su Google e Apple.

Nel 2017, Apple e Google hanno rinnovato un accordo che prevede l’uso predefinito del motore di ricerca di BigG sui dispositivi della casa di Cupertino. Secondo le stime del New York Times, questo accordo potrebbe fruttare, ad oggi, a Apple una cifra tra gli 8 ed i 12 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra impressionante, che rappresenta infatti tra il 14 e 21 percento dei profitti complessivi di Apple, ma giustificata dal fatto che quasi la metà del traffico di Google proviene da dispositivi Apple e l’idea di poter perdere, anche in minima parte, questo traffico non è per BigG nemmeno lontanamente immaginabile.

Obbiettivamente, come biasimare chi ha tanto investito di volersi mantenere la posizione acquisita. Google, dalla sua creazione, non fa altro che investire in ricerca e sviluppo, vivere di pubblicità e continua a donare a tutti noi una quantità impressionante di servizi gratuiti, di prima qualità e dall’affidabilità garantita.

Tutto questo, però, non interessa ai burocrati dell’Antitrust degli U.S.A. e la scorsa settimana l’ente ha intentato causa contro Google, per tecniche anticoncorrenziali atte a mantenere posizioni di privilegio, ed anche contro Apple, per aver favorito queste stesse pratiche.

Questi interventi sono francamente inaccettabili in un libero mercato e tendono a tarpare le ali a chi per primo ha avuto una grande intuizione ed a mortificare chi tenta di inseguire (come per dire, da solo non ne sei capace allora fermo il tuo avversario per aiutarti).

Ciò che però preoccupa maggiormente Google, come ipotizzato sempre dal New York Times, è che a seguito dell’eventuale rottura dell’accordo, Apple possa costruire la propria versione di motore di ricerca e far perdere a BigG una parte fondamentale del proprio traffico dati.

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8 Set, 2020

Google resta predefinito su Firefox

Google ha appena rinnovato l’accordo con Mozilla per restare il motore di ricerca predefinito su Firefox almeno fino al 2023. La dichiarazione è di un portavoce di Mozilla:

La partnership di Mozilla con Google è ancora in corso e Google rimane il provider di ricerca predefinito su Firefox in diverse nazioni in tutto il mondo. Abbiamo recentemente esteso la partneship e i nostri rapporti con Google non sono destinati a cambiare.

Le cifre dell’affare non sono rese note, ma si pensa che l’importo stanziato dal colosso di Mountain View si aggiri sui 450 milioni di dollari. In realtà Mozilla sta affrontando un periodo particolarmente difficile della sua storia e, secondo il CEO Mitchell Baker, la pandemia ha drasticamente ridotto le entrate costringendo l’azienda a sviluppare un piano di licenziamenti per ben un quarto dei dipendenti. Si tratta di ben 250 persone visto che il numero di dipendenti totali è di circa un migliaio di dipendenti.

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17 Feb, 2020

Oltre 500 estensioni di Chrome eliminate da Google

Sullo store di Google sono ultimamente scomparse oltre 500 estensioni che sono state dichiarate malevoli. Ci sono voluti poco più di due mesi perché i tecnici individuassero e scoprissero i malefici meccanismi messi in atto da queste estensioni.

In pratica, venivano inserite pubblicità maligne che reindirizzavano ad altri siti che spesso sembravano lecite ma che introducevano affiliazioni nascoste che andavano ad arricchire il creatore dell’estensione.

Ovviamente, è difficile stimare quanti abbiano scaricato ed utilizzato queste estensioni essendo oltre 500, ma sicuramente siamo sull’ordine di grandezza di milioni di utilizzatori.

Google è intervenuta duramente, oltre che bannando a vita queste estensioni, disattivandole automaticamente da tutti i suoi browser.

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14 Feb, 2020

Chrome blocca gli annunci pesanti.

A partire dalla versione 80 di Chrome, è possibile attivare, in via sperimentale, il blocco degli annunci che consumano eccessivamente ram ed usano troppo il processore. Si tratta tipicamente di quei grandi banner pubblicitari, a tutta pagina, che spesso rallentano la nostra navigazione ed il nostro computer.

La cosa curiosa, è che Chrome non è certo noto per essere parsimonioso con la ram. Infatti, è di qualche giorno fa la notizia di un esperimento effettuato con un Apple dotato di 1,5 TB di ram, tutti utilizzati a causa delle oltre 6000 schede aperte contemporaneamente. Ovviamente, si tratta di un esercizio di stile, ma è molto utile per capire quanto poca ottimizzata sia la gestione della ram in questo browser, nonostante i ripetuti tentativi di migliorare la situazione.

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5 Feb, 2020

Smartphone Android One

In un mondo nel quale gli aggiornamenti degli smartphone in alcuni casi è una vera utopia, o lo diventa comunque nel giro di 12 mesi dalla sua uscita sul mercato, Google ha ideato il programma AndroidOne.

Si tratta di un progetto nato nel 2014 che prevede una versione “pura” del sistema operativo detta anche “Stock”, con la sola aggiunta di alcune applicazioni proprietarie: solitamente fotocamera o galleria. Questa idea era inizialmente pensata per i mercati emergenti ai quali fornire dispositivi di fascia medio/bassa con però aggiornamenti rapidi e garantiti per un periodo più lungo del solito.

Quindi la principale caratteristica dei dispositivi Android One riguarda gli aggiornamenti che devono essere garantiti dai produttori che adottano questa piattaforma per almeno 24 mesi ed almeno due versioni del sistema operativo oltre, naturalmente, alle patch di sicurezza.

Non tutte le case produttrici hanno abbracciato la causa Android One ma tra quelle che lo hanno fatto ricordiamo: Xiaomi, Motorola e Nokia.

Xiaomi in particolare ha ottenuto un grandissimo successo dai dispositivi Mi A1, Mi A2, Mi A2 Lite e Mi A3 tra i più venduti ed apprezzati di questo panorama.

Android One di casa Xiaomi…

Ad onor del vero, ciò che viene promesso non sempre viene mantenuto nei fatti e, se da un lato gli aggiornamenti delle patch di sicurezza sono effettivamente garantiti (il mio MI A1 ha le patch di sicurezza aggiornate a gennaio 2020) non lo stesso si può dire per le versioni di Android. In questo caso i produttori giocano di anticipi facendo uscire i telefoni di fabbrica con una versione di Android precedente a quella già effettivamente disponibile,(anche se poco diffusa) garantendosi un aggiornamento in meno rispetto a quelli che dovrebbero effettivamente proporre. In questo contesto è fondamentale la serietà del produttore, come nel caso del Mi A1 di Xiaomi, uscito con android 7.1.2 ed aggiornato fino alla versione 9, quindi garantite due versioni di android.

Mi A1 Xiaomi…

Quindi se il vostro target di smartphone non è il top di gamma, ma comunque un buon telefono di fascia media e volete garantirvi una certa longevità del vostro telefono valutate sicuramente un AndroidOne.

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