21 Mag, 2023

Chrome corregge gli URL: perché!

Google Chrome rileva automaticamente gli errori di battitura nell’URL digitato nella barra degli indirizzi e fornisce suggerimenti per l’indirizzo corretto che l’utente probabilmente intendeva inserire.

Il typosquatting è una pratica in cui un individuo registra un nome a dominio simile a quello legittimo di un’altra persona al fine di sfruttare errori di battitura comuni o varianti ortografiche. Gli utenti malintenzionati cercano di approfittare degli errori commessi dalle persone che digitano in modo errato gli URL dei siti Web, portandoli a visitare il dominio creato dai typosquatters anziché quello legittimo. Questi soggetti utilizzano i domini registrati per ingannare gli utenti e condurre attività di phishing o frodi online. Possono creare siti Web simili a quelli delle banche o piattaforme di e-commerce popolari per cercare di ottenere informazioni personali come password o numeri di carta di credito, che poi vengono utilizzati per scopi fraudolenti.

Google ha annunciato che la versione desktop di Chrome correggerà automaticamente gli errori di battitura nella barra degli indirizzi per evitare di alimentare il typosquatting e altre attività criminali. Questa funzionalità era già in vigore dal 2019, ma doveva essere attivata tramite Chrome flag. Nei prossimi mesi, questa funzione sarà estesa anche ai dispositivi mobili. Quando si commette un errore di battitura nell’URL, Chrome mostrerà suggerimenti sull’indirizzo corretto che l’utente avrebbe voluto digitare.

Google ha presentato questa funzione come parte del Global Accessibility Awareness Day, in quanto può essere utile anche per le persone con dislessia o che stanno imparando una nuova lingua.

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18 Giu, 2022

IL PI-GRECO NON SI FERMA PIÙ

Ancora un record per il calcolo del Pi Greco che anno dopo anno, aumenta la propria precisione. Nel 2019 Google, grazie ai suoi computer, calcolò 31.400 trilioni di cifre dopo la virgola, il giorno del Pi Day che ricordiamo essere il 14 marzo. Nel 2020, invece, il record fu ottenuto da Timithy Mullican che portò il numero di decimali a 50.000 trilioni mentre nell’articolo del 18 agosto 2021 vi raccontavo del nuovo record ottenuto in Svizzera con ben 61.800 trilioni di cifre.

A riprendersi lo scettro è Emma Haruka Iwao che, grazie alla piattaforma Cloud di Google, di cui è sostenitrice, realizza così quello che ha definito “il sogno che aveva da bambina”. Il nuovo record della scienziata informatica giapponese è di ben 100 trilioni di cifre calcolati in 157 giorni processando 82.000 TB di dati mentre il suo precedente di 31.400 trilioni di cifre era stato ottenuto in 121 giorni. A distanza di circa 3 anni, quindi, la potenza elaborativa è quindi quasi triplicata.

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25 Set, 2021

Smartphone android che smetteranno di funzionare

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5 Giu, 2021

Privacy su maps

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23 Mar, 2021

Android: Problema con Google e Gmail

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8 Feb, 2021

GOOGLE: super fibra tra Usa e Europa

Sono terminati i lavori di posa del cavo sottomarino che collega Stati Uniti e Europa e più precisamente Virginia Beach con Saint Hilaire de Riez. Quasi 6500 di cavo la cui posa è iniziata nel 2018 ed ha ovviamente subito qualche rallentamento a causa della pandemia. Nome del cavo Dunant, in onore di Henry Dunant, uomo d’affari e attivista sociale svizzero che fondò la Croce Rossa e vincitore del premio Nobel per la Pace.

La velocità a cui viaggiano i dati è di 250 terabit a secondo, e può trasferire l’intera biblioteca del Congresso americano che conta oltre 28 milioni di libri per tre volte in un secondo. Questo è possibile grazie alla nuova struttura del cavo che adotta il design Space-division multiplexing (Sdm) a 12 coppie di fibre. Dunant non è però l’unico cavo sottomarino che Google possiede ma va ad unirsi a:

  • Curie, che collega Stati Uniti, Panama e Cile.
  • Equiano che collega il Sud America con il Portogallo.

Inoltre a brave sarà completato anche Grace Hopper che collegherà, grazie ad uno sdoppiamento, Stati uniti con Regno unito e Spagna.

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28 Ott, 2020

ANTITRUST U.S.A. indaga su Google e Apple.

Nel 2017, Apple e Google hanno rinnovato un accordo che prevede l’uso predefinito del motore di ricerca di BigG sui dispositivi della casa di Cupertino. Secondo le stime del New York Times, questo accordo potrebbe fruttare, ad oggi, a Apple una cifra tra gli 8 ed i 12 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra impressionante, che rappresenta infatti tra il 14 e 21 percento dei profitti complessivi di Apple, ma giustificata dal fatto che quasi la metà del traffico di Google proviene da dispositivi Apple e l’idea di poter perdere, anche in minima parte, questo traffico non è per BigG nemmeno lontanamente immaginabile.

Obbiettivamente, come biasimare chi ha tanto investito di volersi mantenere la posizione acquisita. Google, dalla sua creazione, non fa altro che investire in ricerca e sviluppo, vivere di pubblicità e continua a donare a tutti noi una quantità impressionante di servizi gratuiti, di prima qualità e dall’affidabilità garantita.

Tutto questo, però, non interessa ai burocrati dell’Antitrust degli U.S.A. e la scorsa settimana l’ente ha intentato causa contro Google, per tecniche anticoncorrenziali atte a mantenere posizioni di privilegio, ed anche contro Apple, per aver favorito queste stesse pratiche.

Questi interventi sono francamente inaccettabili in un libero mercato e tendono a tarpare le ali a chi per primo ha avuto una grande intuizione ed a mortificare chi tenta di inseguire (come per dire, da solo non ne sei capace allora fermo il tuo avversario per aiutarti).

Ciò che però preoccupa maggiormente Google, come ipotizzato sempre dal New York Times, è che a seguito dell’eventuale rottura dell’accordo, Apple possa costruire la propria versione di motore di ricerca e far perdere a BigG una parte fondamentale del proprio traffico dati.

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8 Set, 2020

Google resta predefinito su Firefox

Google ha appena rinnovato l’accordo con Mozilla per restare il motore di ricerca predefinito su Firefox almeno fino al 2023. La dichiarazione è di un portavoce di Mozilla:

La partnership di Mozilla con Google è ancora in corso e Google rimane il provider di ricerca predefinito su Firefox in diverse nazioni in tutto il mondo. Abbiamo recentemente esteso la partneship e i nostri rapporti con Google non sono destinati a cambiare.

Le cifre dell’affare non sono rese note, ma si pensa che l’importo stanziato dal colosso di Mountain View si aggiri sui 450 milioni di dollari. In realtà Mozilla sta affrontando un periodo particolarmente difficile della sua storia e, secondo il CEO Mitchell Baker, la pandemia ha drasticamente ridotto le entrate costringendo l’azienda a sviluppare un piano di licenziamenti per ben un quarto dei dipendenti. Si tratta di ben 250 persone visto che il numero di dipendenti totali è di circa un migliaio di dipendenti.

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17 Feb, 2020

Oltre 500 estensioni di Chrome eliminate da Google

Sullo store di Google sono ultimamente scomparse oltre 500 estensioni che sono state dichiarate malevoli. Ci sono voluti poco più di due mesi perché i tecnici individuassero e scoprissero i malefici meccanismi messi in atto da queste estensioni.

In pratica, venivano inserite pubblicità maligne che reindirizzavano ad altri siti che spesso sembravano lecite ma che introducevano affiliazioni nascoste che andavano ad arricchire il creatore dell’estensione.

Ovviamente, è difficile stimare quanti abbiano scaricato ed utilizzato queste estensioni essendo oltre 500, ma sicuramente siamo sull’ordine di grandezza di milioni di utilizzatori.

Google è intervenuta duramente, oltre che bannando a vita queste estensioni, disattivandole automaticamente da tutti i suoi browser.

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